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Focus operazioni doganali

I documenti da presentare in dogana: la fattura, i documenti di trasporto, di origine

Quello della legislazione dei trasporti internazionali  è un problema complesso soprattutto per chi non è esperto delle norme vigenti, vista la multiformità del panorama legislativo e la sua rapida trasformazione: vogliamo dunque fornire alcune linee guida per chi si trova nella necessità di comprendere come funzionano le pratiche di sdoganamento delle merci, trattando gli aspetti più importanti della questione alla luce delle norme più recenti.

Uno dei primi aspetti da tenere in considerazione è quello dei documenti da presentare in dogana: i documenti doganali sono di vario tipo, ed averne un elenco dettagliato da seguire quando ci si occupa di trasporto merci internazionale può essere di grande aiuto. Quando si incorre in accertamenti doganali è importantissimo presentare tutti i documenti richiesti dalla normativa vigente per evitare il rischio di sanzioni. Naturalmente il processo di informatizzazione delle procedure amministrative ha introdotto una certa semplificazione della preparazione dei documenti doganali, soprattutto grazie al sistema AEO, che raccoglie gli Operatori Economici Autorizzati nel territorio dell'Unione Europea.

Agli operatori (vale a dire ai produttori, esportatori, vettori, depositari, agenti doganali, importatori) che ne fanno richiesta, questo sistema, entrato in vigore nei Paesi UE il primo gennaio 2007, garantisce una notevole semplificazione delle pratiche doganali, con il vantaggio di una maggiore velocità nello sbrigare le pratiche, di facilitazioni nel settore della sicurezza e di un migliore rapporto con le autorità - e quindi di una diminuzione degli accertamenti doganali.

Quando ci si riferisce ai documenti doganali, il più importante è ovviamente la fattura, o comunque un documento commerciale che ad essa sia equivalente: tranne che per le cessioni a titolo gratuito (in quel caso si utilizzerà la cosiddetta "fattura proforma" cioè priva dell'importo della vendita), l'esportatore deve essere in possesso di un documento bancario che attesti l'avvenuto pagamento della vendita all'estero.

Queste attestazioni sono fondamentali perché permettono di tracciare con sicurezza il valore delle merci importate. Anche se la fattura è redatta dal fornitore secondo le leggi del suo Paese, le informazioni che non devono assolutamente mancare sono l'intestazione del fornitore e quella del destinatario, il totale fatturato e la data in cui è stata emessa la fattura.

Dati altrettanto importanti, ma spesso mancanti, sono le condizioni per la resa e il peso lordo e netto della merce. Fondamentale è anche la packing list (in caso di spedizioni che comprendano più colli, come nel caso di un trasloco): si tratta di un documento che permetterà ai funzionari doganali di verificare tutta la merce oggetto del trasporto. E' bene sottolineare che tutti questi documenti debbono essere preferibilmente prodotti in inglese, in modo da facilitare le operazioni internazionali e da evitare il rischio di incomprensioni.

Il documento di trasporto  o bolla di accompagnamento, obbligatorio in Italia, lo è anche a livello internazionale e serve per accompagnare la merce nel suo tragitto che può comprendere più tipologie di trasporto (via aria, via mare, via terra su gomma o tramite ferrovia). I documenti di trasporto sono di molti tipi, e cambiano a seconda delle norme del Paese esportatore. In generale, quelli più diffusi sono il DDT (documento di trasporto) e il CMR (sigla di Convention des Marchandises par Route, cioè la lettera di vettura internazionale per i trasporti su strada), o un documento ritenuto equivalente nella normativa del Paese che esporta.

Una componente particolare dei documenti doganali sono i documenti di origine, ossia volti a certificare che una merce è completamente prodotta nel Paese di origine, quindi senza che modifiche o alterazioni intervengano tra il Paese di partenza e quello di arrivo. Questo dato, che a prima vista può sembrare banale, non lo è se si pensa ai prodotti semilavorati, specie agli alimentari. I documenti più diffusi in questo senso sono il titolo di trasporto unico, che traccia lo spostamento delle merci attraverso i Paesi di transito, e i certificati di non manipolazione, anch'essi rilasciati di solito dalle autorità dei Paesi di transito.

Quando si parla di origine preferenziale di un prodotto, si intende che la sua certificazione riduce i dazi applicati come conseguenza di accordi specifici stipulati tra i Paesi attori dello scambio. Alcuni esempi sono i certificati dell'Unione Europea Eur1 (esenzione o riduzione dei costi daziari per i prodotti originari all'interno dei Paesi dell'Unione), FormA (riduzioni per i Paesi in via di sviluppo) e ATR (riservato alla Turchia), che servono ad attestare l'esistenza delle condizioni richieste perché si attui la tariffazione preferenziale.

Queste tre tipologie di documenti (fatture, documenti di trasporto e di origine) di documenti sono le più importanti. Tra i numerosi altri in cui ci possiamo imbattere quando ci si occupi di trasporto merci internazionale, ci sono i certificati sanitari, veterinari o fitosanitari, documenti specifici prodotti per garantire che alcune tipologie di merci spedite (in particolare, naturalmente, i prodotti agricoli, quelli di origine animale e quelli alimentari in generale) rispettano le norme igienico-sanitarie del Paese di origine e di quello di destinazione. Si tratta di documenti ugualmente importanti, perché in mancanza di essi la dogana non permetterà l'ingresso della merce.

Le normative cambiano a seconda dei Paesi di origine e di destinazione: è sempre bene, dunque, per esser certi che il trasporto internazionale andrà a buon fine, informarsi bene o affidarsi a uffici specializzati nel fornire nella compilazione e nella traduzione dei documenti doganali.

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